AIMAG, il "miracolo" che miracolo non è: il Comitato per il Territorio smonta i trionfi del CDA e chiede un futuro pubblico per la multiutility


AIMAG, il "miracolo" che miracolo non è: il Comitato per il Territorio smonta i trionfi del CDA e chiede un futuro pubblico per la multiutility

I numeri di AIMAG sono buoni. Ma a chi vanno attribuiti? È la domanda che il Comitato AIMAG per il Territorio pone con forza in un documento diffuso oggi, 13 giugno 2026, in risposta alla conferenza stampa con cui la presidente Paola Ruggiero e il direttore generale Gianluca Valentini avevano presentato i risultati del triennio 2023-2025, usando toni che il Comitato definisce senza mezzi termini "trionfalistici" e, soprattutto, fuorvianti.

Due trienni a confronto: i dati che il CDA non ha citato

Il punto di partenza del Comitato è metodologico: per valutare correttamente le prestazioni di un'azienda occorre confrontarle con il periodo immediatamente precedente. Mettendo affiancati i trienni 2020-2022 e 2023-2025, il quadro che emerge è molto più sfumato di quanto raccontato dai vertici societari.

Sul fronte degli investimenti, nel primo triennio AIMAG ha impegnato 148,4 milioni di euro, contro i 140,8 milioni del secondo. Tra quegli investimenti figurava anche l'acquisto di Soenergy, operazione allora criticata aspramente ma che ha poi contribuito per oltre il 41% alla formazione dell'EBITDA del 2024, pari a 29,8 milioni su 71,1 milioni complessivi. "Non è stato un brutto investimento", scrive il Comitato con tono asciutto.

L'EBITDA, il margine operativo lordo che misura la capacità di generare profitto, è cresciuto: da 164,2 milioni nel triennio precedente a 215,5 milioni in quello attuale. Ma qui sorge la domanda più scomoda: come mai al 31 dicembre 2025 l'EBITDA ha già raggiunto 84 milioni di euro, quando il piano industriale autonomo, quello bocciato dalla Corte dei Conti, prevedeva per il 2028 un valore di 77 milioni? Una differenza che, secondo il Comitato, "forse sarebbe il caso di chiarire".

Utili, dividendi e interessi: dove il conto non torna

Il confronto più critico riguarda utili e dividendi. Nel triennio 2020-2022, con EBITDA inferiori, AIMAG aveva distribuito 32,3 milioni di dividendi e prodotto 43,1 milioni di utile netto. Nel triennio 2023-2025 i dividendi crollano a 11 milioni e l'utile netto si ferma a 31,1 milioni. Gli utili del periodo precedente erano quasi il triplo: un dato che, sottolinea il Comitato, "ha certamente creato difficoltà ai soci, soprattutto quelli pubblici".

Ancora più netto il dato sugli interessi e oneri finanziari: pur con una Posizione Finanziaria Netta (PFN) complessivamente simile nei due periodi (462 milioni nel 2020-2022, 521 milioni nel 2023-2025), gli interessi pagati nel secondo triennio ammontano a 23,3 milioni, oltre quattro volte i 5,4 milioni del primo. Una sproporzione che il documento definisce meritevole di "un chiarimento approfondito".

Sul fronte della PFN, il Comitato riconosce che il progressivo rientro del debito sia una buona notizia, ma ricorda che le difficoltà degli anni 2022-2023 furono una diretta conseguenza della crisi energetica innescata dal conflitto russo-ucraino, non di scelte gestionali errate della precedente guida aziendale.

Il nodo politico: chi ha davvero guidato la ripresa?

Il cuore dell'argomentazione del Comitato è politico oltre che contabile. L'attuale CDA, insediato nel giugno 2023 dopo la rottura del patto di sindacato tra i comuni soci, ha operato fino a settembre 2025 con l'obiettivo dichiarato di portare a termine la partnership industriale con Hera, il progetto poi bocciato dalla Corte dei Conti dell'Emilia-Romagna e della Lombardia. La sezione regionale di controllo per l'Emilia-Romagna, nell'adottare il proprio parere negativo il 18 settembre 2025, aveva rilevato "numerosi profili di criticità", tra cui l'assenza di una procedura di gara a doppio oggetto e la sostanziale cessione della governance a un soggetto privato.

"Ci risulta difficile immaginare che in soli pochi mesi abbia potuto fare così tante meraviglie", scrive il Comitato, riferendosi al fatto che dalla bocciatura del progetto Hera a oggi siano trascorsi appena nove mesi. I risultati positivi che si stanno consolidando affondano le radici, secondo questa lettura, nelle scelte strategiche precedenti, compreso l'acquisto di Soenergy che era stato usato come principale argomento per dipingere l'azienda sull'orlo del dissesto.

La gara sul servizio idrico e l'appello ai sindaci

Il documento arriva in un momento tutt'altro che casuale. L'assemblea dei soci è chiamata ad approvare il bilancio 2025 e, soprattutto, a rinnovare il Consiglio di Amministrazione per il triennio 2026-2029. Sullo sfondo incombe la gara per il Servizio Idrico Integrato nel bacino modenese, attesa per il 2028-2029. Un passaggio che potrebbe ridisegnare radicalmente la mappa delle gestioni pubbliche locali.

Il nuovo Patto di Sindacato tra i comuni soci, la cui direzione è stata affidata il 29 maggio 2026 al sindaco di Carpi Riccardo Righi, rappresenta il tentativo di rafforzare il coordinamento pubblico sulla governance di AIMAG dopo anni di conflitti. Ma per il Comitato non basta: serve un salto di qualità politico.

La proposta finale è quella di un'aggregazione con il bacino limitrofo servito da Sorgea, che darebbe vita a una realtà più grande e capace di sostenere la competizione nelle future gare. Un progetto che, se sostenuto in modo unitario da "tutti i sindaci e da tutte le amministrazioni locali", potrebbe costringere la Regione ad aprire una discussione sulla dimensione ottimale dei gestori di servizi pubblici a rete.

Il documento si chiude con un appello diretto ai primi cittadini del territorio, che richiama la memoria del terremoto del 2012: quelle comunità, che affrontarono la catastrofe "con coraggio, determinazione, operosità e senso di appartenenza", hanno lasciato un patrimonio di valori che i sindaci hanno oggi "l'obbligo morale" di valorizzare. AIMAG, conclude il Comitato, è l'occasione per farlo: nominando un CDA "totalmente pubblico" che lavori unicamente per la crescita autonoma della multiutility.

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