L'Auditorium Loria era quasi pieno, la sera del 7 maggio. Un segnale che la città vuole capire, non solo commuoversi. Porta Aperta Carpi ha scelto di presentare il proprio Rapporto annuale di attività in pubblico, davanti alla comunità, e la comunità ha risposto. Sul palco, il presidente Gilberto Allesina, il moderatore don Carlo Bellini e due voci autorevoli del dibattito nazionale sulla povertà: Antonio Russo, portavoce dell'Alleanza contro la Povertà in Italia, e Edoardo Patriarca, Presidente del Comitato Festival delle Migrazioni.
Da "sportina" a Emporio: una rivoluzione silenziosa
Il cambiamento più significativo raccontato da Allesina riguarda il modo stesso in cui l'organizzazione distribuisce gli aiuti. La vecchia "sportina" preconfezionata è andata in pensione: oggi tutte le famiglie seguite vengono accompagnate all'Emporio Solidale Cibùm, dove possono scegliere autonomamente i prodotti di cui hanno bisogno. Una scelta di dignità, prima ancora che di logistica. Nel 2025 le famiglie accolte a Cibùm sono state oltre 550, per quasi 1.600 persone.
Un ambulatorio per chi non esiste sui registri
Tra le novità più concrete dell'anno c'è la nascita del Centro Salute del Migrante e del Senza Dimora, un ambulatorio gratuito attivo ogni mercoledì mattina nella sede di via Don Minzoni. Si rivolge a migranti in attesa del permesso di soggiorno, persone senza residenza, chi non ha un medico di base: gli "invisibili", come li ha chiamati Allesina, per i quali il Pronto Soccorso era fino a ieri l'unica alternativa in caso di malattia.
Il Centro d'Ascolto: la povertà cambia faccia
Il Centro d'Ascolto rimane il punto di ingresso principale dei servizi. Nel 2025 ha incontrato oltre 550 nuclei familiari in 181 giorni di apertura. I numeri mostrano due tendenze in apparente contraddizione. Da un lato, il numero di famiglie è in lieve calo per il terzo anno consecutivo, segno che il territorio regge, almeno in parte. Dall'altro, la povertà si trasforma: il 34% di chi chiede aiuto ha un lavoro, una quota impensabile fino a dieci anni fa. Lavorare non basta più ad arrivare a fine mese.
Recuperandia: il riuso come inclusione
Recuperandia non è solo un negozio dell'usato. È uno spazio dove la sostenibilità incontra la solidarietà concreta: nel 2025, attraverso il progetto RecuperAccoglienza, sono state accolte 14 persone in situazioni di fragilità, studenti, migranti, persone in reinserimento, affiancate da un'educatrice professionale. La bottega ha registrato quasi 30.000 visitatori nell'arco dell'anno.
Tutto questo è stato reso possibile da più di 140 volontari, che nel corso del 2025 hanno donato complessivamente oltre 30.000 ore del loro tempo.
Il quadro nazionale: sei milioni di italiani in povertà assoluta
Il contesto in cui si muove Porta Aperta è tutt'altro che locale. Antonio Russo ha ricordato che in Italia circa 5,7 milioni di persone vivono in condizioni di povertà assoluta, dati ISTAT 2024, quasi un cittadino su dieci. Tra questi, oltre 1,28 milioni sono minori. La povertà non è più un'emergenza temporanea, ha detto Russo: è un fenomeno strutturale che richiede politiche serie e continuative, non misure spot. Serve affrontare anche la "povertà energetica", quella educativa, la fascia crescente di lavoratori poveri sospesi tra povertà assoluta e relativa.
Edoardo Patriarca ha chiuso il cerchio sul piano dei valori: la povertà non è una colpa, ha detto, e l'Italia presenta uno dei livelli di disuguaglianza più alti d'Europa. Contrastare la povertà significa difendere la democrazia. La politica deve tornare a fare il proprio dovere.
Il contributo dell'assessora Calzolari
L'ultima voce della serata è stata quella dell'assessora Calzolari, che ha ribadito l'importanza della coprogettazione tra amministrazione pubblica, terzo settore e comunità. La risposta alla povertà, ha sottolineato, non può essere né solo istituzionale né solo volontaristica: funziona soltanto quando i soggetti lavorano insieme.
L'evento si è tenuto in un anno simbolico: la provincia di Modena è Capitale italiana del Volontariato 2026, titolo ottenuto vincendo il bando annuale promosso da CSVnet, dopo il passaggio di testimone da Palermo avvenuto nel dicembre scorso. Una coincidenza che Porta Aperta ha voluto cogliere per avvicinarsi ancora di più alla propria comunità e aprire un dialogo pubblico su ciò che il volontariato vede ogni giorno e che spesso il resto della città non vede affatto.