La Democrazia Cristiana della Provincia di Modena scende in campo sul dossier AIMAG e si schiera apertamente al fianco del Comitato AIMAG per il Territorio, condividendone le perplessità sull'iter che sta accompagnando l'approvazione del nuovo Patto di Sindacato da parte dei Consigli comunali del territorio. A firmare il comunicato sono Armando Cabri, Segretario provinciale della DC di Modena, e Giorgio Cavazzoli, Vice Segretario Regionale Vicario della Democrazia Cristiana in Emilia Romagna e cittadino di Carpi.
Il metodo sotto accusa: cinque versioni in pochi giorni
Al centro delle critiche non c'è soltanto il merito dell'accordo, ma soprattutto il modo in cui il percorso decisionale è stato gestito. Il documento sottoposto al voto dei Consigli comunali sarebbe stato modificato cinque volte nel giro di pochi giorni, e in alcuni Comuni i consiglieri avrebbero ricevuto la versione definitiva soltanto poche ore prima della discussione in aula. Una gestione che, secondo la DC, non garantisce quel confronto approfondito e consapevole che una materia così delicata richiederebbe.
Non è la prima volta che il partito alza la voce su AIMAG. Cabri e Cavazzoli avevano già espresso contrarietà all'accordo con Hera, definendo AIMAG una "multiutility boutique" capace di attrarre investimenti delle Fondazioni bancarie di Carpi e Mirandola con dividendi superiori a quelli di un titolo di Stato, e mettendo in guardia dal rischio che, una volta assorbita dalla multiutility quotata in Borsa, la società non risponda più alle esigenze specifiche del territorio.
Governance e nomine: il nodo da sciogliere
La DC ritiene legittime le richieste del Comitato affinché sindaci e amministrazioni comunali garantiscano il massimo livello di trasparenza nelle future scelte di governance, a partire dalla composizione del Consiglio di Amministrazione e dalla nomina del Direttore Generale. Due passaggi che, storicamente, rappresentano i veri snodi di potere all'interno di un'azienda pubblica.
Il comunicato richiama anche le indicazioni già espresse dagli organi di controllo dello Stato sulla necessità di preservare il carattere pubblico e l'autonomia gestionale di AIMAG, patrimonio costruito nel tempo dai Comuni e dalle comunità locali. Un richiamo alla Corte dei Conti, che in passato aveva già bocciato un'intesa con Hera, rimettendo tutto in discussione.
Un bene strategico che appartiene al territorio
La posizione della DC si chiude con un appello netto: AIMAG è un bene strategico per il territorio modenese e per le future generazioni. Ogni decisione che la riguarda deve essere assunta con la massima chiarezza, responsabilità e rispetto del ruolo di tutte le rappresentanze democratiche. Non bastano, scrivono Cabri e Cavazzoli, dichiarazioni di principio: saranno le nomine e le scelte strategiche concrete a dimostrare se l'autonomia della società verrà realmente tutelata.
L'auspicio finale è che nelle prossime fasi prevalgano trasparenza, partecipazione e piena condivisione delle scelte, evitando accordi affrettati che possano generare dubbi e divisioni nelle istituzioni e tra i cittadini. Un monito rivolto direttamente alle amministrazioni del territorio, Carpi in testa.