Motor Valley, non Drone Valley: Ferrari (PD) difende l'identità del territorio modenese dopo l'arrivo di MGI Italia


Motor Valley, non Drone Valley: Ferrari (PD) difende l'identità del territorio modenese dopo l'arrivo di MGI Italia

Il dibattito è acceso, e non poteva essere altrimenti. Il 4 giugno 2026, nella residenza ufficiale dell'ambasciatore britannico a Roma, è stata presentata MGI Italia, nuova joint venture tra l'inglese MGI Engineering Ltd dell'Oxfordshire e la milanese Vigilar Group Spa. Sede operativa: Modena, cuore della Motor Valley. Obiettivo dichiarato: produrre fino a 200 droni al mese, ciascuno dal valore di circa 500mila euro, con piattaforme capaci di prestazioni paragonabili ai missili Cruise. Dietro al progetto c'è anche Mike Gascoyne, fondatore e amministratore delegato di MGI Engineering, già direttore tecnico in Formula Uno per quasi trent'anni.

La notizia ha subito acceso un dibattito sull'identità industriale del territorio. Qualcuno ha già cominciato a parlare di «Drone Valley». Ed è qui che interviene con decisione Ludovica Carla Ferrari, consigliera regionale del Partito Democratico eletta nel 2024, architetta e agronoma esperta in edilizia sostenibile e smart city.

"Surreale": la posizione della consigliera Ferrari

«È profondamente sbagliata la narrazione che in queste ore contrappone la Motor Valley a una presunta Drone Valley», attacca Ferrari. Per lei questa lettura «non coglie la realtà». Il punto, spiega, è esattamente il contrario: se oggi Modena viene scelta per investimenti ad alto contenuto tecnologico nel settore aerospaziale e della difesa, è proprio perché la Motor Valley ha costruito decenni di know-how nelle competenze motoristiche, nei materiali compositi, nell'elettronica, nella meccatronica, nell'intelligenza artificiale e nella progettazione avanzata. Non c'è rottura con il passato, c'è continuità.

L'arrivo di MGI Italia, insiste la consigliera, «non deve essere interpretato come un cambiamento di identità del territorio, ma come un fatto normale per un sistema produttivo capace di trasferire le proprie eccellenze verso molteplici ambiti tecnologici». Il capitale umano, sottolinea Ferrari, è e rimane il vero patrimonio su cui puntare, anche nell'era dell'intelligenza artificiale.

I droni? Strumenti civili, prima di tutto

Ferrari non si limita alla difesa dell'identità locale. Entra nel merito delle tecnologie e lo fa con un approccio pragmatico: i droni, ricorda, non sono solo sistemi d'arma. Le applicazioni civili sono numerose e concrete. Dal monitoraggio ambientale e idrogeologico alla prevenzione del dissesto del suolo, dall'agricoltura di precisione alla gestione delle emergenze, dalle attività di protezione civile ai rilievi aerofotogrammetrici per la pianificazione territoriale. In ambito sanitario, poi, i droni possono garantire il trasporto rapido di organi, farmaci e materiali biologici tra strutture ospedaliere, un settore in rapida crescita in tutta Europa.

«Parliamo di strumenti che possono migliorare i servizi ai cittadini, aumentare l'efficienza delle imprese e creare nuove filiere produttive ad alto valore aggiunto», afferma la consigliera. Il territorio modenese, forte delle proprie competenze, ha secondo Ferrari tutto il diritto e il dovere di essere protagonista anche in questi percorsi di innovazione.

Il nodo del dual use: chi guida la tecnologia?

Il passaggio più delicato del ragionamento di Ferrari riguarda però la natura stessa di queste tecnologie. MGI Italia nasce dichiaratamente per la difesa, con piattaforme pensate per missioni a lungo raggio e capacità di attacco di precisione. E il fondatore Gascoyne ha già evocato pubblicamente possibili collaborazioni legate al supporto all'Ucraina.

Ferrari non elude il tema. Riconosce che i droni sono tecnologie dual use, ovvero applicabili sia in campo civile che militare, «esattamente come la gran parte dei sistemi di bordo delle nostre auto», dai navigatori satellitari all'intelligenza artificiale degli smartphone. Ma proprio per questo, avverte, «è fondamentale che istituzioni, imprese e comunità locali continuino a esercitare un ruolo di indirizzo e vigilanza». La tecnologia è uno strumento, e la direzione deve essere scelta dalla politica e dalla società.

«Considero essenziale promuovere e sostenere le applicazioni civili di queste tecnologie», conclude Ferrari, «quelle che producono benefici per la collettività, per la sostenibilità ambientale, per la salute, per la sicurezza dei territori e per la crescita economica». Modena, insiste, è e resterà il cuore della Motor Valley: non nonostante i nuovi investimenti tecnologici, ma anche grazie a essi, a patto che lo sviluppo sia «guidato da scelte politiche e sociali orientate al bene comune».

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