Fumo e fiamme a Limidi: i pompieri di Carpi in prima linea contro il rogo alla Cbm


Fumo e fiamme a Limidi: i pompieri di Carpi in prima linea contro il rogo alla Cbm

Alle 18 di domenica 15 giugno, chi si trovava a passare nei dintorni di Limidi di Soliera ha alzato gli occhi e ha visto qualcosa che non si dimentica facilmente: una colonna di fumo nero e denso che saliva nel cielo della pianura modenese, visibile a chilometri di distanza. La fonte era il piazzale della Cbm, azienda di packaging appartenente al gruppo Chimar, con sede in via Archimede, nel cuore di una delle zone industriali più attive dell'hinterland carpigiano.

Un rogo alimentato dalla materia prima

Le cause dell'incendio sono ancora al vaglio delle autorità, ma la dinamica è chiara: le fiamme si sono sviluppate nell'area cortiliva dello stabilimento, dove erano stivati ingenti quantitativi di bancali in legno, cartoni e pallet. Materiali che per un'azienda di imballaggio sono pane quotidiano, ma che in caso di incendio diventano combustibile ideale, capace di alimentare un rogo con una velocità e un'intensità difficili da contenere. Chi conosce il settore sa bene che bastano pochi minuti perché una catasta di cartone si trasformi in una parete di fuoco.

La risposta: tutta la provincia in campo

L'entità delle fiamme ha richiesto una risposta straordinaria. I primi a intervenire sono stati i colleghi del distaccamento dei Vigili del Fuoco di Carpi, che hanno raggiunto il sito con Auto-Pompa Serbatoio (APS) e Autobotte (ABP). Ma la situazione era tale che si è reso necessario il supporto della sede centrale di Modena e delle squadre di Sassuolo, queste ultime equipaggiate con autobotti, autopompe e l'autoscala, fondamentale per operare dall'alto e garantire il rifornimento idrico necessario a contenere un fronte del fuoco così ampio.

Vale la pena ricordarlo: il distaccamento di Carpi è lo stesso che a inizio 2026 era finito al centro di un dibattito preoccupante, con il sindacalista Ghinelli della Cisl che aveva lanciato l'allarme su un organico a rischio per via di ben dieci pensionamenti previsti nell'arco dell'anno. Ieri sera, però, i pompieri di Carpi hanno dimostrato ancora una volta di essere pronti a rispondere quando la situazione lo richiede.

L'incendio domato, lo stabilimento salvo

La buona notizia, e in casi come questi è una notizia enorme, è che nessun lavoratore è rimasto ferito né intossicato. La seconda buona notizia è che il tempestivo intervento ha permesso di circoscrivere l'incendio all'area esterna, evitando che le fiamme raggiungessero le strutture coperte della Cbm. Lo stabilimento, con i macchinari, le linee produttive e tutto ciò che rappresenta il lavoro di decine di famiglie, è rimasto integro.

I danni, però, ci sono e sono ingenti: tutto il materiale stivato nel piazzale è andato perduto. Per un'azienda di packaging, dove la materia prima è per sua natura voluminosa e si accumula rapidamente, si tratta di una perdita economica significativa.

Viabilità e sicurezza: l'Unione Terre d'Argine in campo

Sul posto sono intervenuti anche i Carabinieri e la Polizia Locale dell'Unione Terre d'Argine, impegnata nella gestione del traffico in un tratto di via Archimede che è stato chiuso al transito per tutta la durata delle operazioni e di cui ha  annunciato su X pochi minuti fà la riapertura.

Un campanello d'allarme per la sicurezza industriale

Episodi come questo ricordano quanto sia cruciale la gestione dei materiali infiammabili nelle aree cortilive degli stabilimenti produttivi. La pianura modenese è costellata di capannoni industriali, e la stagione estiva, con il caldo secco di giugno, non perdona le imprudenze. Per fortuna, questa volta, l'unico bilancio da fare è quello dei danni materiali. E questo, alla fine, è già tutto.

Visualizza le fonti dell'articolo


Ti è piaciuto questo articolo? Ricevi ogni giorno le notizie di Carpi alle 17:30, direttamente nella tua email.

Gratis. Disiscrizione con un click.

🏛️

Assistente Ombra

Online