Giovedì 18 giugno 2026 le donne e gli uomini in divisa incroceranno le braccia virtualmente per una giornata nazionale di mobilitazione promossa da tre sigle sindacali: Silp Cgil (Polizia di Stato), Siam (Aeronautica Militare) e Lrm (Esercito Italiano). A Modena l'appuntamento è fissato dalle ore 10 davanti alla Prefettura, con presidio e volantinaggio aperti alla cittadinanza. I giornalisti sono invitati a partecipare.
Un contratto che brucia in busta paga
Il cuore della protesta è economico e previdenziale. Le sigle denunciano quello che definiscono senza mezzi termini un "contratto beffa" per il triennio 2025-2027: a fronte di un'inflazione reale certificata superiore al 17%, gli aumenti salariali stanziati dall'Esecutivo si fermano al 5,78%. Il risultato è un gap strutturale di circa il 10% che si traduce, per ogni lavoratore, in una perdita media stimata intorno ai 300 euro netti al mese. Una cifra che pesa, concretamente, su mutui, affitti e spese quotidiane di migliaia di famiglie.
Il dato non è contestato nemmeno dal sindacato dell'Aeronautica, il Siam, che già a fine maggio aveva abbandonato il tavolo contrattuale a Roma definendo "non soddisfacente" la proposta governativa: poco più di 100 euro netti mensili a regime, con risorse complessive inferiori a quelle del contratto precedente 2022-2024.
Sul fronte previdenziale si aggiunge un'altra ferita aperta: il cronico ritardo nell'avvio della previdenza complementare e risorse giudicate del tutto insufficienti per la previdenza dedicata. Il rischio, secondo i sindacati, è che migliaia di agenti, carabinieri e militari, schiacciati sul sistema contributivo puro, si ritrovino con assegni pensionistici inadeguati dopo decenni di servizio in condizioni spesso logoranti.
Carpi: emergenza organici senza soluzione
La manifestazione di giovedì non è solo nazionale. A livello locale il segretario provinciale del Silp Cgil di Modena, Vincenzo Palladino, punta il dito su una situazione che definisce "insostenibile": gli organici della polizia in provincia non reggono più, nonostante le immissioni di nuovi agenti registrate nell'ultimo anno e mezzo.
"Nonostante le immissioni di nuovi agenti dell'ultimo anno e mezzo, che non hanno aumentato il numero di poliziotti in modo tangibile sul territorio provinciale, continuano a non essere sufficienti per far funzionare bene la macchina della sicurezza", dichiara Palladino. "I numerosi pensionamenti degli ultimi anni non sono stati sostituiti e ormai inizia ad esserci anche una carenza nei ruoli direttivi che contribuisce ad aumentare le difficoltà quotidiane degli operatori."
Il Commissariato di Carpi viene citato come il caso più critico: un ufficio che da anni convive con una carenza di personale considerata insostenibile e la cui soluzione, secondo il sindacato, non può essere ulteriormente rinviata. Non è la prima volta che questo presidio finisce sotto i riflettori: già in passato altri sindacati di categoria avevano segnalato al Ministero dell'Interno la sofferenza degli organici carpigiani, con otto agenti mancanti rispetto alla pianta organica prevista, e il sindaco aveva scritto direttamente al Ministro chiedendo il potenziamento della struttura. La situazione, a quanto risulta, non è ancora risolta.
Mirandola: la sede che sembra un miraggio
Non va meglio a Mirandola, dove il personale del Commissariato lavora da anni in un appartamento inadatto. La ristrutturazione dell'ex GIL, destinata a diventare la sede definitiva del Commissariato e della Polizia Stradale, è un cantiere aperto da tempo: i lavori, aggiudicati per quasi tre milioni di euro e finanziati con fondi della ricostruzione post-sisma, hanno subito rallentamenti burocratici ripetuti, al punto che il Pd locale aveva già denunciato a dicembre 2024 la situazione come "lavori lumaca". Per gli agenti che operano nel Basso Modenese, il cambio di sede resta per ora un miraggio.
Turni massacranti e sicurezza a rischio
La Polizia Stradale della Provincia è un altro nodo: in un periodo di traffico intenso, i reparti si trovano a presidiare alcuni dei tratti autostradali e stradali più trafficati d'Italia con organici ridotti al limite. Il risultato, in tutti i comparti, è lo stesso: turni di lavoro estenuanti, ricorso sistematico allo straordinario e un impatto crescente sulla vita privata degli operatori.
"Il 18 giugno, davanti alla Prefettura di Modena, spiegheremo ai cittadini che difendere i diritti di chi indossa una divisa significa prima di tutto difendere la sicurezza di tutta la comunità", conclude Palladino.