Il capogruppo della Lega a Carpi Giulio Bonzanini chiede maggiore apertura e partecipazione per la Consulta per l'Integrazione dei cittadini stranieri dell'Unione delle Terre d'Argine. Un'interrogazione depositata dal gruppo consiliare punta il dito su quello che viene definito un "statuto lacunoso" che non garantirebbe piena trasparenza ai rappresentanti eletti dai cittadini.
Le richieste della Lega
Bonzanini non mette in discussione gli obiettivi della Consulta, che si propone di favorire "l'incontro e il dialogo tra differenti culture, l'integrazione dei cittadini stranieri, i rapporti con le Amministrazioni, la promozione del rispetto delle regole e la mediazione dei conflitti". Il problema, secondo il capogruppo leghista, sta nelle modalità operative: "Finalità nobili che si scontrano con uno statuto lacunoso che non permette una condivisione e una trasparenza pienamente compiuti".
Verbali e convocazioni: cosa non funziona
L'interrogazione della Lega Carpi punta su aspetti pratici molto concreti. Attualmente i consiglieri comunali non ricevono convocazioni per le riunioni della Consulta, a differenza di quanto avviene per gli altri organismi di partecipazione. Inoltre, la redazione del verbale non è obbligatoria ma solo "possibile nel caso i partecipanti lo ritengano opportuno". Per Bonzanini questo rappresenta un problema di trasparenza istituzionale.
Il rischio dell'autoreferenzialità
"Un gesto doveroso di trasparenza", così il capogruppo definisce la richiesta di maggiore apertura. L'obiettivo è evitare "quell'immaginario di autoreferenzialità che oggigiorno allontana sempre di più i cittadini dalle istituzioni e dalla partecipazione politica attiva". La richiesta si inserisce in un dibattito più ampio sul rapporto tra istituzioni e cittadinanza, con la Lega che punta a una maggiore condivisione delle decisioni che riguardano l'integrazione sul territorio carpigiano e dell'intera Unione delle Terre d'Argine.