C'è un'azienda che è cresciuta qui, tra i portici di Carpi, che ha fatto conoscere il nome della città in mezzo mondo con abiti, borse e accessori. Si chiama Liu Jo, oggi parte del gruppo Exelite, fondata da Marco Marchi. Fatturato 2024 di oltre 340 milioni di euro, qualche centinaio di dipendenti, una storia di successo che è anche un pezzo della storia di questo territorio. E adesso, quella storia rischia di perdere un capitolo scritto qui.
Il trasloco che nessuno ha chiesto
La notizia, che circola da qualche giorno nelle stanze dell'azienda e ora è diventata pubblica, riguarda 14 dipendenti su 16 del dipartimento marketing e comunicazione. Da settembre, secondo i piani della nuova dirigenza, dovrebbero trasferirsi a Milano. Chi non può o non vuole, si trova davanti a un bivio scomodo: accettare o rischiare il posto.
I sindacati Filtem Cisl e Femca Cgil hanno convocato un'assemblea. I lavoratori hanno approvato all'unanimità un ordine del giorno di opposizione al trasferimento. Non è un gesto di protesta a vuoto: è la voce di persone che in quell'azienda hanno investito anni, competenze, aspettative. "Non è accettabile che questo avvenga a discapito delle persone che hanno creduto nell'azienda", scrivono i sindacati, con un tono che non nasconde la delusione.
Clima interno, la questione che brucia
Ma la questione non si esaurisce nel trasferimento. I sindacati segnalano anche un peggioramento del clima interno registrato negli ultimi mesi, con episodi negativi che avrebbero colpito diverse persone. È il segnale che qualcosa, dentro Exelite, la holding che controlla Liu Jo, si è incrinato. La riorganizzazione avviata dal gruppo non è percepita come un processo condiviso, ma come qualcosa che cade dall'alto, senza dialogo, senza ammortizzatori.
La richiesta dei sindacati è chiara e ragionevole: che i trasferimenti avvengano solo su base volontaria, che si incrementi il lavoro agile, che almeno una parte del dipartimento resti a Carpi, e che per chi non può partire si trovino percorsi di ricollocazione interna che non disperdano le professionalità costruite negli anni.
Marchi risponde: "visione strategica di lungo periodo"
Il fondatore e presidente Marco Marchi ha risposto con una nota in cui afferma di aver sempre difeso e valorizzato le persone dell'azienda. "La decisione di rafforzare la presenza del dipartimento marketing a Milano nasce da una visione strategica di lungo periodo", scrive. E aggiunge: "L'obiettivo non è mai stato quello di penalizzare le persone, ma creare le condizioni affinché l'azienda possa continuare a crescere".
Parole misurate, da imprenditore navigato. Nessuno, del resto, annuncia mai di voler penalizzare qualcuno. Il punto è che 14 famiglie di Carpi si trovano a dover decidere se seguire un dipartimento a Milano o restare qui senza certezze. La "visione strategica" pesa diversamente su chi ha figli, un mutuo, i genitori anziani, la vita costruita in questa città. Marchi ha anche lasciato aperta la porta al confronto con le parti sociali, e questo è un segnale positivo. Ora si tratta di capire se quel confronto produrrà qualcosa di concreto o resterà un gesto diplomatico.
È giusto ricordare, per onestà di cronaca, che Exelite, ha affrontato anni non semplici: la pandemia, la ristrutturazione, la partecipazione al salvataggio di Coin. Un gruppo che ha mostrato di voler resistere e reinventarsi. Ma la credibilità imprenditoriale non può essere spesa solo verso i mercati finanziari: risponde anche al rapporto con le persone che ogni mattina entrano in azienda.