C'è un momento, nelle serate di giugno a Spilamberto, in cui il tempo sembra fermarsi. Le botti parlano, il profumo denso di aceto invecchiato si mescola all'aria tiepida della Pianura Padana e, in Piazzale Rangoni, davanti alla Rocca, si scopre chi ha saputo custodire meglio di tutti una tradizione che ha radici vecchie di secoli. Domenica 28 giugno 2026, quell'onore è toccato a un nostro concittadino: Lorenzo Martinelli di Carpi, incoronato miglior produttore di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena alla 60ª edizione del Palio di San Giovanni.
Il punteggio, i millesimi, la storia
Martinelli ha conquistato il titolo con un punteggio di 323,883 punti, staccando di appena sessantasei millesimi il secondo classificato, Fabrizio Zoboli di Nonantola, fermo a 323,817. Una differenza che vale tutto e non vale niente, perché di fronte a questi numeri si capisce che la qualità, in questa competizione, si misura nell'infinitamente piccolo. Sul gradino più basso del podio sale Gabriele Gibertini di Maranello con 323,494 punti. Un podio di eccellenza assoluta per un'edizione che ha già fatto storia.
La competizione, nata nel 1967 quando il Comitato organizzatore della Fiera di San Giovanni ebbe l'intuizione di trasformare una mostra di prodotti tipici in un vero e proprio concorso tra produttori, quest'anno ha raggiunto numeri mai visti: 1.940 campioni in gara e oltre 25.000 valutazioni espresse in totale autonomia dagli assaggiatori. Un salto notevole anche rispetto alla già record 59ª edizione, che aveva registrato 1.739 partecipanti. Sessant'anni di passione, e il Palio cresce ancora.
La classifica completa dei dodici finalisti
Dietro al trio di testa, la rosa dei finalisti racconta di un territorio che fa della qualità una questione di orgoglio collettivo. Al quarto posto Stefano Pivetta da San Prospero con 323,245 punti, seguito dai modenesi Vanni Vignoli (322,178) e Alessio Foroni (321,350). In settima posizione Lauro Molinelli di Soliera (321,017), ottava Sara Baldazzini di Vignola (320,989), nono Romano Ansaloni di Castelfranco Emilia (320,695). A completare il gruppo dei dodici i modenesi Massimo Giberti (319,656), Rita Greco Rossi (318,996) e Gianni Fiorini (316,906).
A tutti i finalisti viene consegnato il tradizionale bassorilievo in bronzo raffigurante il torrione di Spilamberto e il cucchiaino d'oro. Ma al vincitore spetta qualcosa di più solenne: nei prossimi giorni il Gran Maestro Maurizio Fini si recherà di persona all'acetaia di Martinelli per la marchiatura a fuoco delle botti con il logo della Consorteria. Un rito antico, quasi sacro, che trasforma una cantina in un pezzo di storia.
Sessant'anni di Consorteria, un futuro da Patrimonio Unesco
Il Palio appena concluso è solo il primo atto di un anno celebrativo straordinario per la Consorteria dell'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena. Il 12 settembre, in un evento senza precedenti, mille assaggiatori daranno vita a una degustazione collettiva simultanea tra Piazza Grande a Modena e Piazza Libertà a Spilamberto: le percezioni olfattive si tramuteranno in note musicali riprodotte in diretta su maxischermi, in quella che si preannuncia come una notte indimenticabile. Il giorno dopo, il 13 settembre, una cena benefica all'ombra della Ghirlandina, organizzata insieme al Consorzio Tutela ABTM guidato da Enrico Corsini e al Consorzio ABM di Cesare Mazzetti, raccoglierà fondi per l'acquisto di strumenti diagnostici.
Non è tutto. Il Gran Maestro Fini ha annunciato l'emissione di un francobollo commemorativo dedicato alla storica lettera di Aggazzotti, approvato dal Ministero del Made in Italy: un documento che nel XIX secolo descrisse per la prima volta con precisione scientifica la produzione dell'aceto balsamico, e che meritava da tempo un riconoscimento ufficiale di questa portata.
Ma il vero obiettivo, quello che unisce tutte le organizzazioni del settore, è più grande. Il sogno collettivo si chiama Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità Unesco. Un riconoscimento che, come ha detto Fini, «meritiamo, così come lo meritano tutti i modenesi e Modena intera». E aggiungiamo noi: e anche Carpi, che questa sera, con Lorenzo Martinelli, ha portato a casa qualcosa che nessuna classifica potrà mai misurare appieno.