C'è una domenica mattina, a Carpi, in cui qualcuno non è solo. Succede ogni settimana, al circolo Bruno Losi, dove dal 29 gennaio 2023 va in scena qualcosa che ha il sapore antico del pranzo in famiglia e la concretezza moderna di un progetto sociale ben costruito. Si chiama Tavola Amica, e non ha mai saltato un appuntamento: né una domenica, né un giorno festivo.
Un posto a tavola per chi ne ha bisogno
Tavola Amica nasce dall'incontro tra l'organizzazione di volontariato Ho Avuto Sete e la cooperativa sociale Il Mantello, con un obiettivo dichiarato: promuovere socialità e inclusione. Non si tratta di un banco alimentare, né di una mensa assistenziale nel senso tradizionale del termine. È un luogo dove si viene a pranzo insieme, dove il pasto è a offerta libera, dove ognuno dà quello che crede e che può. La solitudine, quella vera, quella che non fa rumore, viene tenuta fuori dalla porta almeno per qualche ora.
I numeri raccontano una storia che vale la pena ascoltare: ad oggi Tavola Amica ha servito oltre 12 mila pasti, cucinati a turno da 21 gruppi di volontari che si sono formati spontaneamente attorno al progetto. Un esercito silenzioso e allegro, fatto di parrocchie, associazioni, cooperative, circoli. Una rete che, come ha sottolineato Roberta Della Sala del CdA della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, rappresenta uno degli aspetti più preziosi dell'intera iniziativa: «Costruire e mantenere, in questi tre anni, una rete di 21 gruppi diversi che riescono a collaborare con un obiettivo comune è un lavoro importantissimo. In secondo luogo, la risposta alla solitudine: le persone sono sempre più sole e progetti come questo aiutano a contrastare il fenomeno».
La cucina nuova, il salto di qualità
Domenica 28 giugno 2026 è stato tagliato il nastro della cucina rinnovata. Un investimento da circa 20 mila euro che ha dotato il locale di attrezzature più moderne ed efficienti: una cuoci pasta professionale e un forno professionale, preceduti da un potenziamento della linea elettrica necessario per supportarli. Le brigate di cuochi e cuoche, come racconta con soddisfazione Paolo Balestrazzi di Ho Avuto Sete, le avevano già testate con risultati più che lusinghieri.
Il merito del rinnovamento va spartito generosamente. Il Lions Club Carpi Host ha raccolto i fondi per le due attrezzature principali, anche attraverso la tradizionale Tòmbola di carpśàan. Un ingegnere progettista ha donato il lavoro professionale. Il Comune di Carpi, proprietario dello stabile, ha concesso le autorizzazioni e i permessi. La Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, che sostiene Tavola Amica fin dall'inizio e gestisce direttamente uno dei turni di servizio domenicale, ha continuato a essere al fianco del progetto.
Il taglio del nastro, una festa di popolo
All'inaugurazione era presente un parterre che racconta bene la larghezza del consenso attorno a questa iniziativa. Accanto a Paolo Balestrazzi e ad Andrea Maccari, referenti del progetto per Ho Avuto Sete e Il Mantello, hanno preso parte alla cerimonia Carlo Camocardi e Giacomo Cabri, rispettivamente presidente uscente e subentrante del Lions Club Carpi Host, il vicario generale monsignor Ermenegildo Manicardi per la Diocesi di Carpi, che ha parlato di un «impegno di solidarietà gioiosa», l'assessore ai lavori pubblici Paolo Malvezzi, in una delle sue ultime uscite ufficiali a nome del Comune, Mauro d'Orazi, presidente del consiglio dell'Unione Terre d'Argine, e Cosetta Bottoni, neo presidente del circolo Bruno Losi.
«Il progetto ha trovato lungo il percorso l'aiuto e il sostegno di diversi gruppi, enti, associazioni, parrocchie», ha ricordato Balestrazzi, «grazie ai quali tutte le domeniche ci si può ritrovare a pranzo, tenendo lontani per qualche momento problemi legati alla solitudine e alla difficoltà di socializzazione, o anche solo per stare in buona compagnia godendo del buon cibo sapientemente cucinato dal gruppo di turno».
La rete che fa la forza
A tenere in piedi la macchina ogni settimana sono i 21 gruppi di volontari che si alternano al servizio domenicale: quattro gruppi di Ho Avuto Sete, Il Mantello, Unitalsi, Bottega del Sole, le parrocchie di Budrione, Cibeno, Quartirolo, San Giuseppe, i gruppi Masci Carpi 1 e Carpi 2, il Lions Club Alberto Pio, la Fondazione Cassa Carpi, il gruppo PacificAzione, Avis, il Circolo Guerzoni, l'associazione Madina Tul Ilm, il Circolo Bruno Losi (Ancescao). E dal 5 luglio 2026 si unirà anche il nuovo gruppo Radici, formato da volontari ed educatori delle cooperative sociali e delle Aps.
Non mancano i ringraziamenti anche alla Caritas diocesana, che ogni anno include Tavola Amica nei propri campi d'intervento, e agli amici dell'Associazione Amici del Fegato, del Lions Club Alberto Pio e del Rotary di Castelvetro, che contribuiscono annualmente al sostegno economico del progetto.
Una rete vasta, composita, laica e religiosa insieme, che a Carpi nessuno aveva programmato a tavolino. Si è formata, come le cose migliori, da sola. Ed è forse questo il dato più bello di tutti.