Modena Noir: i misteri perduti alla luce del tramonto


Modena Noir: i misteri perduti alla luce del tramonto

Un viaggio nel lato oscuro della storia estense che Modena ha cercato di dimenticare. Il prossimo 22 aprile 2026 alle ore 17:00, la professoressa Fabiola Ganassi ci condurrà tra le ombre del passato in un tour che promette di far rizzare i capelli anche ai più scettici.

Un tour che risveglia i fantasmi del passato

Chi l'avrebbe mai detto che sotto i portici eleganti e le piazze signorili di Modena si nascondano storie di sangue, roghi e misteri mai risolti? Il tour "Tra Pozzi e Roghi" è un'iniziativa coraggiosa che porta alla luce quello che la città ha preferito seppellire nei secoli: assassini senza volto, streghe bruciate vive, cavalieri templari e i loro segreti inconfessabili. La professoressa Ganassi, guida turistica con patentino e studiosa appassionata della cronaca nera locale, ha scavato negli archivi per riportare in superficie una Modena che non compare nei dépliant turistici. Un lavoro certosino che ha ricostruito il filo nero che lega piazza Roma, la chiesa di San Domenico, via Emilia e corso Canalgrande in una mappa del terrore d'altri tempi.

I luoghi che hanno visto scorrere il sangue

Il ritrovo è fissato davanti al monumento di Ciro Menotti in piazza Roma - ironico, considerando che il patriota modenese guarda verso il Palazzo Ducale dove venne probabilmente decisa la sua condanna a morte nel 1831. Da qui inizierà un percorso di novanta minuti che toccherà i punti nevralgici della Modena nera. Tra le storie che emergeranno: i pozzi maledetti dove si aggirano ancora anime in pena, le donne accusate di stregoneria e arse vive dall'Inquisizione, i segreti che i Templari portarono con sé anche nella tomba. Un concentrato di orrore medievale e rinascimentale che fa impallidire qualsiasi thriller moderno.

Informazioni pratiche per i coraggiosi

Quando e dove

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Accessibilità e dettagli

Il tour si svolge esclusivamente all'esterno ed è completamente accessibile a persone con disabilità motorie, essendo privo di barriere architettoniche. Un'attenzione lodevole che permette a tutti di partecipare a questa immersione nel passato più torbido della città. La puntualità è d'obbligo: come avverte l'organizzazione, le visite iniziano con la massima precisione. Del resto, quando si ha a che fare con fantasmi e spiriti inquieti, è meglio non farli aspettare.

Un'iniziativa che fa discutere

Questo tipo di turismo alternativo sta prendendo piede anche in Emilia-Romagna, dimostrando che c'è un pubblico affamato di storie autentiche, per quanto macabre. La professoressa Ganassi ha il merito di aver trasformato la ricerca storica in un'esperienza coinvolgente, restituendo dignità a vicende che la storia ufficiale ha voluto cancellare. Un'operazione culturale che, oltre all'aspetto spettacolare, ha il pregio di riportare alla memoria collettiva episodi che fanno parte del DNA della città. Perché conoscere il passato, anche quello più scomodo, è l'unico modo per comprendere davvero il presente.

 

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