I conti della sanità modenese migliorano, e stavolta i numeri lo dicono con chiarezza. Nella seduta della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria (CTSS) di venerdì 8 maggio 2026, i sindaci della provincia di Modena hanno approvato all'unanimità i bilanci consuntivi 2025 dell'Azienda USL di Modena e dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena. Il fabbisogno residuo complessivo si ferma a 21,2 milioni di euro, in calo del 40% rispetto all'anno precedente. Un segnale concreto di risanamento, in un sistema che solo un anno fa registrava perdite ben più pesanti.
La seduta si è tenuta presso la Sala del Consiglio Provinciale di Modena, presieduta dal sindaco di Modena Massimo Mezzetti, che guida la CTSS in qualità di presidente. Un anno fa, in una situazione analoga, Mezzetti aveva sottolineato come contenere la spesa fosse «l'obiettivo da cui non si può prescindere». Oggi, quell'impegno trova riscontro nei consuntivi.
I dati azienda per azienda
L'Ausl di Modena chiude il 2025 con un fabbisogno residuo di 13,27 milioni di euro, in calo del 33% rispetto al 2024, quando il disavanzo si era attestato a quasi 19,8 milioni. Di quella cifra, 2,86 milioni sono riferiti al Fondo regionale per la non autosufficienza, una voce strutturale che rispecchia le sfide demografiche del territorio.
Ancora più netto il miglioramento dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria: il fabbisogno residuo scende del 47,3% rispetto all'anno scorso, attestandosi a 7,96 milioni di euro. Nel 2024 la perdita del Policlinico era stata di 15,1 milioni di euro, coperta dalla Regione attraverso apposite delibere.
Un percorso di riequilibrio, non una svolta improvvisa
I risultati non sono frutto del caso. Le direzioni aziendali hanno illustrato come il miglioramento sia stato reso possibile da una gestione attenta dei costi, dall'ottimizzazione delle risorse e dal rafforzamento dell'integrazione tra le aziende sanitarie provinciali. Il tutto, come sottolineato nella seduta, in un contesto nazionale che rimane difficile: il sottofinanziamento strutturale della sanità pubblica e l'aumento dei costi continuano a pesare sui bilanci di tutto il Paese.
In questo quadro, la Regione Emilia-Romagna ha confermato il proprio impegno a garantire l'equilibrio economico-finanziario del sistema sanitario regionale, un ruolo di garanzia che si è rivelato decisivo anche negli anni scorsi per scongiurare situazioni di crisi più profonda.
Il Piano di riordino e i tavoli di lavoro
In apertura di seduta, prima della discussione sui bilanci, le direzioni aziendali hanno presentato i primi risultati del Piano di riordino dell'offerta provinciale, avviato su mandato della CTSS dello scorso febbraio. Il piano prevede l'attivazione imminente di tavoli di lavoro sulle principali reti ospedaliere e territoriali, con un'impostazione che privilegia la trasversalità e l'integrazione tra i diversi livelli di cura.
Per il 2026 la previsione è quella di un pareggio di bilancio, un obiettivo ambizioso ma non più soltanto teorico, visti i progressi registrati nell'ultimo esercizio. Per i cittadini modenesi, e per quelli di Carpi e dell'area nord della provincia in particolare, significa un sistema sanitario che punta a stabilizzarsi, pur nel pieno di una stagione di risorse nazionali ancora insufficienti rispetto ai bisogni reali.