Sarajevo e l'amore che resiste alle bombe: Gigi Riva porta il suo romanzo alla Loria


Sarajevo e l'amore che resiste alle bombe: Gigi Riva porta il suo romanzo alla Loria

C'è un assedio che ha durato 1425 giorni, dal 5 aprile 1992 al 29 febbraio 1996, e che resta il più lungo nella storia bellica della fine del Novecento. Più di 12.000 morti, oltre 50.000 feriti, l'85% dei quali civili. Eppure dentro quella Sarajevo sotto le bombe, l'amore resisteva. È da questa verità ostinata e quasi incredibile che nasce il nuovo romanzo di Gigi Riva, e Carpi ha il privilegio di ospitarne la presentazione.

Un romanzo che nasce da una testimonianza diretta

Gigi Riva, nato a Nembro (Bergamo) nel 1959, non è uno scrittore che racconta la guerra dai libri di testo. Come inviato speciale de Il Giorno e poi de L'Espresso, ha seguito in prima persona tutte le guerre balcaniche degli anni Novanta, camminando per le stesse strade sotto lo stesso cielo di piombo. Oggi editorialista del quotidiano Domani, ha al suo attivo una bibliografia che è una mappa del dolore contemporaneo: da L'ultimo rigore di Faruk (Sellerio, 2016) a Il più crudele dei mesi (Mondadori, 2022), storia dei 188 morti della pandemia nella sua Nembro, fino all'ultimo Ingordigia (Mondadori, 2024).

Con C'era l'amore a Sarajevo. Un romanzo dentro l'assedio (Mondadori, 2026), Riva sceglie deliberatamente di non raccontare la morte, ma la sua «opposta e tenace compagna»: la pulsione di vita. Il protagonista Carlo, inviato speciale, riceve un messaggio che lo richiama a Sarajevo per un anniversario. Il viaggio si trasforma nella riemersione di una stagione straordinaria: amicizie nate sotto le bombe, amori urgenti e non consumati, e una festa segreta in un bar della città assediata, grido di ribellione e atto di resistenza umana al tempo stesso.

Trent'anni dopo, le ferite sono ancora aperte

Il romanzo esce a trent'anni dalla fine dell'assedio e arriva nelle librerie in un momento in cui l'Europa conosce di nuovo il rumore dei bombardamenti. Nelle voci dei testimoni di Sarajevo risuonano, con dolorosa nitidezza, le ferite aperte oggi in Ucraina, a Gaza e ovunque la convivenza tra popoli sia minacciata dalla sopraffazione. Riva non fa retorica: racconta, e lascia che siano i fatti a parlare. Un'attitudine giornalistica che i lettori di questo giornale sanno apprezzare.

A condurre la serata sarà Pierluigi Senatore, in uno di quei dialoghi capaci di scavare nel testo senza seppellirlo. L'evento è realizzato nell'ambito della rassegna "Ne vale la Pena", in collaborazione con la Libreria Mondadori di Carpi e Radio Bruno, con il supporto di BPER Banca.

Informazioni pratiche

L'appuntamento è per lunedì 25 maggio 2026 alle ore 18:45 presso l'Auditorium della Biblioteca Loria di Carpi. L'ingresso è libero e gratuito, fino a esaurimento dei posti disponibili. Un'occasione da non perdere, soprattutto per chi crede che la letteratura serva ancora a capire il mondo.

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