Spacciatori di bellezza: il prete con la scorta fa lezione di vita ai ragazzi di Carpi


Spacciatori di bellezza: il prete con la scorta fa lezione di vita ai ragazzi di Carpi

C'è un prete che cammina sotto scorta, h24, nelle periferie più dure di Roma. Porta il megafono in una mano e il pallone da calcio nell'altra, e ogni giorno si pianta in mezzo alle piazze dello spaccio per dire ai ragazzi che esiste un'altra strada. Stamattina, don Antonio Coluccia era a Carpi, seduto davanti agli studenti delle scuole medie Margherita Hack e alle classi quinte delle elementari Don Milani. E la platea, si può dire senza timore di esagerare, non lo dimenticherà tanto presto.

Un uomo che viene dalle periferie più difficili d'Italia

Nato nel Salento, don Coluccia è arrivato a Roma passando per le borgate più difficili: San Basilio, Tor Bella Monaca, quartieri dove la criminalità organizzata controlla il mercato della droga come se fosse un'azienda. Ha fondato l'Opera Don Giustino a Grottarossa, una comunità di accoglienza ricavata da una villa confiscata a un boss della Banda della Magliana, e ha aperto una palestra sociale a San Basilio perché, come dice lui, bisogna dare ai giovani un posto dove «prendere a pugni» la malavita. Per tutto questo, qualcuno ha cercato di fermarlo davvero: nel 2023 a Tor Bella Monaca un uomo su uno scooter ha tentato di investirlo durante una marcia per la legalità, e solo l'intervento tempestivo di un agente della scorta ha evitato il peggio. Lo Stato gli ha assegnato una protezione personale che non lo abbandona mai, nemmeno per un'ora.

A Carpi senza filtri, armato solo di parole vere

L'incontro carpigiano si è inserito in un percorso di educazione alla legalità promosso nelle due scuole, ma non aveva nulla dell'evento istituzionale, di quelli in cui si distribuiscono locandine e alla fine tutti si scordano tutto. Don Coluccia ha scelto il linguaggio diretto, quello dei ragazzi di periferia, senza accademismi né prediche soporifere.

«Non permettete a nessuno di dirvi che siete "il futuro"», ha esordito il sacerdote. «Voi siete il presente di questa città. Ogni volta che scegliete di voltare lo sguardo dall'altra parte di fronte a un'ingiustizia, state lasciando spazio alle mafie. La droga non è libertà, è una catena che arricchisce i prepotenti e uccide i vostri sogni. Siate spacciatori di bellezza e di speranza, non di morte.».

Poi, richiamando i ragazzi alla responsabilità concreta delle scelte quotidiane: «La legalità non è un elenco di divieti, ma è l'unico modo che abbiamo per essere veramente liberi. Quando rispettate un compagno o vi prendete cura del bene comune, state mettendo in pratica il comandamento dell'amore. Io cammino sotto scorta perché ho scelto di stare dalla parte della vita; voi camminate a testa alta perché siete figli della luce.».

Applausi lunghi e domande vere

L'incontro si è concluso con un lungo applauso e con decine di domande che i ragazzi hanno rivolto al sacerdote con una curiosità che era, insieme, ammirazione e desiderio di capire. Come si fa, nella vita vera, a scegliere la parte giusta quando intorno sembra più facile fare il contrario? Don Coluccia, il prete che parla di piazze di spaccio ma profuma di Vangelo, ha risposto a ciascuno con la stessa franchezza con cui aveva aperto la mattinata.

Soddisfazione piena da parte della dirigente scolastica dell'Istituto Comprensivo Carpi 3, Silvia Cuoghi, e dell'insegnante di religione delle Don Milani, Emanuela Romano, che dell'intera iniziativa è stata l'artefice e la motrice. A volte basta una persona che ci crede per portare in una città un pezzo di mondo che altrimenti resterebbe lontano.

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