C'è un modo sottile, lontano dai riflettori e dalle dichiarazioni ad effetto, con cui una città piccola come Carpi riesce a contare davvero. Non sempre passa per le piazze affollate o per i comunicati stampa in maiuscolo. A volte passa per una nomina in un collegio di revisori, in una sede di associazione regionale, dove si discute di bilanci, di controlli, di come si spendono bene i soldi che appartengono alla comunità. Ed è esattamente quello che è successo in questi giorni.
La nomina
Enrico Bonasi, segretario generale della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, è stato nominato membro del Collegio dei Revisori dell'Associazione tra Fondazioni di Origine Bancaria dell'Emilia-Romagna. Lo ha nominato assieme a lui il Consiglio Generale dell'Associazione, che in questi giorni ha rinnovato i propri organi direttivi, con la partecipazione delle diciassette istituzioni associate all'ente regionale di coordinamento.
Bonasi siede nel Collegio accanto a Cosimo Quarta, della Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola, e a Carla Dini, della Fondazione Monteparma. Una triade che unisce realtà diverse, geograficamente e dimensionalmente, ma tutte radicate nel tessuto emiliano.
Chi guida l'Associazione per il prossimo biennio
Alla presidenza dell'Associazione per il biennio 2026-2028 è stato eletto Matteo Tiezzi, Presidente della Fondazione di Modena, figura già nota nel panorama del terzo settore regionale. Non è un caso: Tiezzi era presente a Palermo nel dicembre scorso, quando Modena ha ricevuto ufficialmente il titolo di Capitale italiana del Volontariato 2026, alla presenza del Presidente della Repubblica. Una persona, insomma, abituata a muoversi tra istituzioni e comunità, tra il grande e il piccolo, tra la visibilità e il lavoro concreto.
Cosa fa davvero questa associazione
L'Associazione tra Fondazioni di Origine Bancaria dell'Emilia-Romagna non è uno di quegli organismi che esistono solo sulla carta intestata. Riunisce diciassette fondazioni che ogni anno distribuiscono risorse sui territori regionali per cultura, istruzione, welfare, ricerca, coesione sociale e sviluppo delle comunità. Sono quelle realtà che spesso finanziano il restauro di un teatro, il progetto di una scuola, il sostegno a una cooperativa sociale che altrimenti non troverebbe un euro.
Il ruolo del Collegio dei Revisori, in questo contesto, non è decorativo. Controllare che i conti tornino, che le procedure siano corrette, che i soldi della collettività vengano gestiti con rigore: è un compito serio, noioso nella forma ma fondamentale nella sostanza. Qualcuno deve farlo, e farlo bene.
Il significato per Carpi
Per la città dei portici, avere il proprio segretario generale seduto a quel tavolo regionale significa qualcosa di concreto. Significa che la Fondazione CR Carpi non è solo uno sportello erogativo locale, ma un soggetto riconosciuto e rispettato nel sistema delle fondazioni emiliane. In un momento in cui le fondazioni bancarie di origine pubblica vengono spesso guardate con occhio critico, chiedersi se siano davvero autonome, se rappresentino davvero l'interesse generale e non quello dei soliti noti, una nomina come questa può essere letta in due modi.
Il modo ottimistico: Carpi è presente, partecipa, controlla. Il modo pragmatico: il Collegio dei Revisori funziona se chi ci siede ha voglia di fare domande scomode, non solo di firmare i verbali. La storia delle fondazioni bancarie italiane, non sempre brillante, insegna che la differenza la fanno le persone, non i titoli. Bonasi conosce bene quella fondazione, ne conosce i meccanismi, il territorio, le aspettative dei carpigiani. Il materiale per fare bene c'è. Ora si tratta di usarlo.