C'è un romanzo che nel gennaio 2016 il Ministero dell'Istruzione israeliano decise di rimuovere dai programmi scolastici, scatenando un caso letterario e politico di portata internazionale. Si intitola Borderlife, lo ha scritto Dorit Rabinyan, e la sua colpa era raccontare una storia d'amore tra una donna ebrea israeliana e un uomo palestinese musulmano. Quella decisione, paradossalmente, ne fece un bestseller globale e un simbolo della resistenza culturale alla logica dei muri. Oggi, quel romanzo scomodo e necessario arriva sul palcoscenico del Teatro Michelangelo di Modena, in forma di spettacolo teatrale, per la rassegna extra 2025/2026.
Una storia d'amore contro il mondo
Siamo nella New York del secondo autunno dopo l'11 settembre 2001, una città che porta ancora addosso le cicatrici delle Torri. In quel contesto sospeso tra dolore collettivo e voglia di rinascita si incontrano Liat, giovane ricercatrice israeliana con un passato militare, e Hilmi, artista palestinese pieno di talento e di domande irrisolte. Si ameranno, com'è inevitabile quando due solitudini si riconoscono, anche sapendo che la storia, le famiglie e le geografie del conflitto lavoreranno contro di loro. Moderni Romeo e Giulietta, come li definisce lo stesso adattamento, ma senza Verona: il loro campo di battaglia è il pregiudizio, l'identità, la guerra infinita che qualcuno porta anche lontano da casa.
La regia di Robello, i corpi di Merloni e Mohamed, la musica dei Radicanto
L'adattamento teatrale porta la firma di Nicoletta Robello, che dirige con mano sicura due interpreti di rara intensità: Francesca Merloni, attrice e dramaturga con un percorso costruito nei maggiori Stabili italiani, e Yaser Mohamed, che incarna Hilmi con la fisicità e la leggerezza proprie di chi porta il peso della propria origine senza farne una bandiera ideologica. Ma lo spettacolo non sarebbe quello che è senza il terzo protagonista, invisibile eppure onnipresente: la musica dei Radicanto, ensemble di punta della world music mediterranea, più volte segnalato nelle classifiche internazionali come la World Music Chart Europe. La loro trama sonora non è sottofondo, è coro, nel senso più greco e classico del termine: commenta, anticipa, amplifica, dà voce a ciò che le parole non riescono a contenere.
Un atto civile, non un pamphlet
In un momento in cui il conflitto israelo-palestinese continua a segnare l'agenda internazionale con una violenza che non accenna a placarsi, Borderlife sceglie una strada difficile e coraggiosa: non schierarsi, non semplificare, non consolare. Suggerisce invece che l'antidoto all'odio sia la conoscenza dell'altro, che la libertà più autentica sia quella di scegliersi al di là di ogni appartenenza imposta. Non è un atto di propaganda, è un'indagine sull'umanità. E il fatto che un libro con questo messaggio sia stato censurato da un governo nel 2016 racconta, meglio di qualsiasi commento, quanto quel messaggio faccia ancora paura.
Lo spettacolo ha già girato con successo numerose città italiane, confermando la capacità di toccare nervi scoperti in platee molto diverse tra loro. Arriva ora a Modena, e questa tappa ha tutto il sapore di un appuntamento che va oltre il normale intrattenimento serale.
Informazioni pratiche
Lo spettacolo Borderlife, La nostra vita dall'altra parte va in scena mercoledì 6 maggio 2026 alle ore 21:00 al Teatro Michelangelo di Modena, in Via Giardini 257. I biglietti sono disponibili su Vivaticket.com e presso la biglietteria del teatro, raggiungibile al numero 059 343662 oppure via email all'indirizzo biglietteria@teatromichelangelo.com. Per chi ama il teatro che lascia il segno, l'agenda di mercoledì sera è già scritta.