Treno del caos: il sindaco Righi scrive a RFI per fermare l'emorragia di disservizi sulla Modena-Mantova


Treno del caos: il sindaco Righi scrive a RFI per fermare l'emorragia di disservizi sulla Modena-Mantova

I numeri parlano chiaro, e fanno male. Tra il giugno 2025 e il maggio 2026 la linea ferroviaria Modena-Carpi-Mantova ha registrato disservizi in quasi tre giorni su cinque: l'incidenza è salita dal 47% del 2025 al 58% del 2026, con un picco drammatico ad aprile, quando si è toccato addirittura il 107%, ovvero più di un episodio al giorno. È su questi dati che il sindaco di Carpi Riccardo Righi ha deciso di alzare la voce, inviando una richiesta formale a RFI, Rete Ferroviaria Italiana e trasmettendo la lettera anche al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

I dati del Comitato Utenza

La fotografia della situazione arriva dal Comitato Utenza Ferrovia Modena-Carpi-Mantova, che ha elaborato un report basandosi sugli episodi comunicati da Trenitalia-Tper sul proprio canale Telegram tra il 1° giugno 2025 e il 23 maggio 2026. Un metodo di rilevazione puntuale e trasparente, che restituisce un quadro preoccupante: circa l'80% dei disservizi è riconducibile a problemi infrastrutturali, in particolare ai passaggi a livello e agli impianti di linea. Non guasti casuali, dunque, ma criticità strutturali che si ripetono con ritmo quasi quotidiano.

Il Comitato, già nei mesi scorsi, aveva denunciato pubblicamente la situazione. Il 4 novembre 2025 era stato il giorno peggiore: 26 tra soppressioni e ritardi, con punte fino a 60 minuti. E il 14 marzo 2026, un doppio guasto nella stessa giornata aveva provocato 14 soppressioni e 12 ritardi.

Cosa chiede il sindaco a RFI

Nella lettera inviata a RFI, il sindaco Righi chiede informazioni puntuali su tre fronti: le cause dei disservizi, gli eventuali interventi di manutenzione e potenziamento già programmati, e le azioni concrete previste per migliorare affidabilità e regolarità del servizio. Righi ha rinnovato anche la richiesta di un tavolo di confronto che coinvolga RFI, il Ministero, la Regione Emilia-Romagna e le amministrazioni locali interessate.

«Non siamo di fronte a episodi isolati, ma a una situazione che si trascina da mesi e che incide concretamente sulla vita quotidiana di studenti, lavoratori e pendolari», dichiara il sindaco, che aggiunge: «Come istituzione abbiamo il dovere di portare questi dati sui tavoli competenti e chiedere risposte. Lo abbiamo fatto nei mesi scorsi e continuiamo a farlo oggi, perché non sono ancora arrivate informazioni chiare sulle cause dei problemi e sugli interventi previsti».

Il nodo del trasporto pubblico locale

Dietro i numeri c'è una questione più ampia che il sindaco tiene a sottolineare: quella della mobilità sostenibile come sfida di sistema. «Se vogliamo incentivare il trasporto pubblico e rendere il treno un'alternativa concreta all'automobile», conclude Righi, «dobbiamo garantire un servizio affidabile ed efficiente. Per questo continueremo a sollecitare attenzione e investimenti su una linea strategica per Carpi e per tutto il territorio».

Una posizione che riflette una tensione reale: da un lato le politiche regionali e nazionali che spingono verso la riduzione dell'uso dell'auto privata, dall'altro una linea ferroviaria che, nei fatti, scoraggia i pendolari a salire a bordo. Finché i treni non arrivano, o arrivano in ritardo, l'automobile resta l'unica scelta praticabile per migliaia di cittadini del carpigiano.

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