I numeri parlano chiaro, e raramente i numeri mentono. Nel 2025 Carpi ha registrato 43.120 presenze turistiche, segnando un incremento degli arrivi del 10,83% rispetto al 2024 e posizionandosi come seconda destinazione della provincia di Modena, alle spalle del solo capoluogo. Un risultato che non è frutto del caso, ma di una strategia avviata con metodo e portata avanti con coerenza.
I dati superano con netto distacco la media regionale dell'Emilia-Romagna, ferma al +7,77% per gli arrivi e al +3,89% per i pernottamenti. Carpi, invece, registra anche sui pernottamenti un +7,58%, con una permanenza media di circa due notti per visitatore. Cifre che certificano non soltanto un turismo di passaggio, ma una destinazione capace di trattenere il proprio pubblico.
Il profilo del turista che sceglie Carpi
La componente italiana rimane dominante: 31.503 turisti italiani nel 2025, con una crescita del 12,34%. Gli stranieri sono saliti a 11.617 unità, pari al 27% del totale, con un incremento del 6,93% sull'anno precedente. Il dato straniero resta tuttavia al di sotto della media provinciale, attestata al 35%, e rappresenta uno dei margini di crescita più evidenti su cui lavorare.
Tra i visitatori internazionali primeggia la Germania, seguita da Francia, Spagna, Gran Bretagna e Svizzera. In crescita significativa la componente extraeuropea, con turchi, cinesi e statunitensi in ascesa, un segnale che la città dei Pio comincia a farsi largo anche su mercati lontani dai circuiti tradizionali dell'Italia artistica. Il mese più frequentato è stato maggio, seguito da settembre e giugno, con agosto fanalino di coda: una stagionalità che riflette la vocazione culturale della città più che quella balneare o montana.
La strategia: turismo lento, memoria e sinergie territoriali
L'assessora alla Promozione della città Paola Poletti ha delineato con chiarezza la direzione intrapresa: «Stiamo potenziando l'offerta legata alle nostre eccellenze storiche di città rinascimentale, all'enogastronomia e al turismo lento, un trend in forte crescita che si sposa perfettamente con l'identità della nostra terra». Una lettura che corrisponde ai fatti: il turismo lento, fatto di borghi, gastronomia, percorsi ciclabili e itinerari della memoria, è uno dei segmenti più dinamici del settore in tutta Italia.
Sul fronte della cooperazione territoriale, è in corso un dialogo con Modena per l'ingresso di Carpi in Modenatur, la società che gestisce la promozione turistica del capoluogo e che collabora già con il Territorio Turistico Bologna-Modena in iniziative come "Autunno fuori dal Comune". Entrare in questo ecosistema significherebbe per Carpi accedere a canali distributivi più ampi, a partnership consolidate e a una massa critica promozionale difficile da costruire da soli.
Il nuovo visitcarpi.it e il progetto FUNT 2026
Sul fronte digitale, è operativo il nuovo sito www.visitcarpi.it, pensato per orientare il visitatore attraverso quattro macro-temi: la storia della città rinascimentale, i luoghi identitari, l'enogastronomia con le denominazioni comunali (De.Co.) e l'arte e cultura con il Palazzo dei Pio al centro. Il sito raccoglie anche l'intera agenda degli eventi cittadini, dal Teatro Comunale alla Carpi Estate, dal FestivalFilosofia alla Festa del Racconto. Tra le novità più concrete, sarà presto possibile prenotare esclusivamente online l'Auditorium Loria e il chiostro di San Rocco per convegni e congressi.
Il sito è parte di un progetto più ampio che il Comune ha candidato al FUNT, il Fondo Unico Nazionale Turistico per il 2026, strumento istituito dalla legge di bilancio 2026 per sostenere lo sviluppo dell'offerta turistica territoriale. Il contributo richiesto ammonta a 121mila euro, pari all'80% della spesa totale prevista. Il progetto comprende la produzione di contenuti audiovisivi e di storytelling territoriale, tra cui "Postcard from Carpi" e "Docu-Kerp", pillole video per raccontare la città; la realizzazione di guide e materiali editoriali; il rafforzamento del brand attraverso eventi come Radio Bruno Estate e le iniziative nelle frazioni; la valorizzazione del patrimonio con gli appuntamenti "site specific" al Torrione di Galasso.
Luci e ombre di un percorso da consolidare
C'è però un dato che merita attenzione critica: i numeri del primo bimestre 2026, disponibili dalle statistiche regionali, segnalano una flessione dei pernottamenti del 19,04% e un calo degli arrivi italiani del 10,23% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un rallentamento che potrebbe essere congiunturale, legato alla stagionalità invernale, ma che ricorda come i risultati positivi non vadano mai dati per acquisiti.
Il cammino di Carpi come destinazione turistica è reale e documentato, ma richiede continuità di investimento e la capacità di trasformare i flussi stagionali in una presenza distribuita lungo tutto l'anno. La sfida della destagionalizzazione, esplicitamente citata tra gli obiettivi del progetto FUNT, è probabilmente la più difficile da vincere, ma anche quella che darebbe al sistema turistico carpigiano la solidità strutturale che oggi ancora gli manca.