C'è una cosa che la vita dovrebbe insegnarci prima o poi, e cioè che imparare non è un privilegio riservato ai giovani. A Campogalliano questo lo sanno bene. Venerdì 8 maggio 2026, alle ore 20.30, la biblioteca comunale Edmondo Berselli ospiterà la serata conclusiva dell'anno accademico 2025-2026 dell'Università per la Libera Età Natalia Ginzburg, un'istituzione che porta con sé un nome non casuale: quello di una delle più grandi scrittrici italiane del Novecento, donna di coraggio e di parole precise, nata a Palermo nel 1916 e capace di raccontare le piccole e grandi storie dell'esistenza con una lucidità rara.
Una serata, molte storie
Il cuore della serata sarà la voce di Simone Maretti, narratore dal curriculum solido nel territorio modenese, che leggerà i testi scritti dagli studenti durante i corsi di scrittura creativa. Non è cosa da poco: mettere in parole la propria esperienza, trasformare un ricordo in racconto, trovare la frase giusta per dire una cosa che sembrava impossibile da dire. È un esercizio che richiede coraggio, spesso più di quanto si pensi, e il fatto che lo facciano persone che magari hanno già visto molto della vita rende tutto ancora più prezioso.
Accanto alle parole, ci sarà spazio per gli occhi. Verrà infatti inaugurata una mostra di pittura a olio e Manga, abbinata all'esposizione dei lavori realizzati nei corsi di uncinetto e cucito a macchina. Un accostamento che potrebbe sembrare bizzarro, la pittura giapponese a fianco del punto uncinetto, e invece racconta perfettamente la libertà creativa di chi non ha più nulla da dimostrare e tutto da esprimere.
La biblioteca Berselli, casa di comunità
La biblioteca Edmondo Berselli è da tempo molto più di un luogo dove si prendono in prestito i libri: è uno spazio vivo, connesso al tessuto culturale del Comune, che collabora stabilmente con l'Università per la Libera Età per corsi, percorsi e serate a tema. Una sinergia che funziona, e che questa sera raggiungerà il suo momento più festoso con la consegna degli attestati di partecipazione agli studenti.
Chiuderà il programma un brindisi collettivo tra corsisti e docenti. Un gesto semplice, ma significativo: perché ogni anno che finisce merita di essere celebrato, specialmente quando lo si è trascorso a imparare qualcosa di nuovo.
Il giudizio dei fatti
Vale la pena dirlo chiaramente: le università della terza età sono spesso le più sottovalutate del sistema formativo italiano, nonostante svolgano un ruolo sociale che nessun altro soggetto riesce a coprire con la stessa efficacia. Tengono le persone fuori dall'isolamento, stimolano la mente, costruiscono relazioni. Lo fanno con budget minimi, affidate in gran parte al volontariato e all'entusiasmo dei docenti. La Natalia Ginzburg di Campogalliano, associazione di promozione sociale attiva sul territorio modenese, è uno di questi presidi discreti ma fondamentali. Qualcuno, nei palazzi che decidono i fondi alla cultura, farebbe bene a tenerne conto.