Ci sono fotografie che non si guardano soltanto con gli occhi. Quella di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino ripresi da Tony Gentile in un momento di complice, fraterna intesa è una di queste: un'immagine entrata nell'album di famiglia di intere generazioni di italiani, capace di raccontare in un solo fotogramma il coraggio, la determinazione e la tragica bellezza di chi ha scelto di non cedere. Dal 8 maggio al 14 giugno 2026, questa fotografia e molte altre tornano a respirare all'interno della mostra "Luce e memoria", allestita a Palazzo Santa Margherita in corso Canalgrande 103 a Modena, nell'ambito del Festival della Legalità, quest'anno alla sua prima edizione nel capoluogo emiliano.
Una tappa culturale a meno di venti chilometri da Carpi, dunque raggiungibilissima, che merita un giro in agenda con la stessa urgenza con cui si prenota un biglietto per un concerto. Anche perché, e qui sta la notizia migliore, l'ingresso è completamente gratuito.
Il fotografo e il suo archivio di verità
Tony Gentile è un fotoreporter palermitano che ha avuto il privilegio e il peso di trovarsi nel posto giusto nel momento più drammatico della storia recente italiana. La sua carriera inizia alla fine degli anni Ottanta tra le redazioni del Giornale di Sicilia e dell'agenzia fotografica Sintesi. Nel 1992, l'anno delle stragi di Capaci (23 maggio, in cui perirono Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta) e di via D'Amelio (19 luglio, con l'uccisione di Borsellino e della sua scorta), inizia la collaborazione con Reuters, l'agenzia di stampa internazionale che lo porterà a girare il mondo fino al 2019, seguendo viaggi papali, Mondiali di calcio e Olimpiadi.
Oggi, dopo aver lasciato i ritmi forsennati del fotogiornalismo quotidiano, Gentile si dedica a progetti più lenti e meditati, tra fotografia, video-documentaristica e workshop in cui condivide una carriera più che trentennale. Un uomo che ha visto molto, e che ha avuto la saggezza di conservare tutto in modo che anche noi potessimo vedere.
Cosa racconta "Luce e memoria"
La mostra propone circa quaranta immagini in bianco e nero che non si limitano a documentare la brutalità della violenza mafiosa: Gentile fotografa anche i mercati, i matrimoni, le processioni religiose, la quotidianità rumorosa e vitale di una città che non si è fermata. La Palermo di quegli anni emerge come presenza viva, contraddittoria, capace di umanità anche nel momento più buio.
Un ruolo speciale è riservato ai bambini, soggetto ricorrente e potente: i loro sguardi e i loro giochi tra le macerie, come nel celebre scatto del bambino che salta tra le rovine del quartiere Kalsa, raccontano la possibilità concreta di andare oltre il dolore. Alcune stampe sono realizzate su lenzuola, richiamo diretto alla celebre protesta del Comitato dei lenzuoli, il gesto spontaneo e commovente con cui i cittadini di Palermo appesero panni bianchi ai balconi dopo la strage di Capaci, trasformando un atto domestico in una rivolta civile. Figurano anche ritratti di Rocco Chinnici, il magistrato che fu tra i fondatori del pool antimafia.
L'allestimento prevede anche una sala dedicata alla proiezione di un'intervista video in cui Gentile racconta la propria esperienza in prima persona: una dimensione inclusiva che trasforma la visita in qualcosa di più vicino a un incontro che a una semplice esposizione. Il catalogo 1992. Luce e Memoria, edito da Silvana Editoriale, comprende contributi di Ferdinando Scianna e Carlo Sala.
Il Festival della Legalità: quattro giorni, poi la mostra per cinque settimane
La mostra si inserisce nel programma del Festival della Legalità di Modena, alla sua prima edizione, che si svolge dal 6 al 9 maggio 2026 con incontri, testimonianze e dibattiti sulla lotta alle mafie presso La Tenda, il Forum Monzani e la Camera di Commercio. Un programma interamente gratuito e aperto a tutti, con attenzione particolare ai giovani.
La mostra "Luce e memoria" prolungherà la sua presenza fino al 14 giugno, offrendo alla cittadinanza del comprensorio carpigiano cinque settimane abbondanti per organizzarsi. Non ci sono scuse valide: Modena è a venti minuti, il parcheggio si trova, e certi appuntamenti con la storia capitano una volta sola.
L'evento è organizzato dal Comune di Modena in collaborazione con Ago Modena Fabbriche Culturali, Poleis, Modena City of Media Arts e con il sostegno di Serteco.
Informazioni pratiche
Dove: Palazzo Santa Margherita, corso Canalgrande 103, Modena
Quando: dall'8 maggio al 14 giugno 2026
Orari: mercoledì, giovedì e venerdì dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 19; sabato, domenica e festivi dalle 11 alle 19
Ingresso: libero e gratuito