C'è una chiesa nel cuore di Modena che ha visto di tutto: frati predicatori, inquisitori, duchi assetati di grandezza e scultori di genio. La chiesa di San Domenico, in piazza San Domenico 6, non è soltanto un edificio sacro. È un palinsesto di storia, potere e arte che aspettava solo qualcuno disposto a sfogliarne le pagine. Quel qualcuno, il prossimo 23 maggio 2026, sarà una guida abilitata con patentino ufficiale. Il biglietto d'ingresso in questo mondo? Dieci euro.
Otto secoli in novanta minuti
Le origini del complesso risalgono al Duecento, quando i frati domenicani si insediarono a Modena portando con sé non solo la predicazione ma anche, nei secoli successivi, il ruolo di custodi del Tribunale dell'Inquisizione. Un curriculum che fa impressione. Con l'arrivo degli Este, la chiesa si trasformò in cappella palatina dei duchi, acquisendo quel carattere aulico e di rappresentanza che ancora oggi si percepisce nelle sue forme. Il grande salto architettonico arrivò tra il 1707 e il 1708, con una ricostruzione pressoché totale che cancellò l'edificio medievale e diede alla chiesa l'aspetto attuale, completato dagli interventi interni protrattisi fino al 1790. La cupola, che si innalza fino a oltre 40 metri, è ancora oggi uno dei profili più riconoscibili dello skyline modenese.
Begarelli: il Michelangelo della terracotta
Fra le ragioni principali per cui varrebbe la pena varcarne la soglia c'è lui: Antonio Begarelli, nato a Modena nel 1499 e morto nel 1565, considerato uno dei massimi scultori rinascimentali in terracotta. Michelangelo stesso, secondo la tradizione, disse di lui che «se questa terra diventasse marmo, guai ai marmi di Roma». Nella chiesa di San Domenico è conservato il suo gruppo scultoreo raffigurante Cristo in visita a Marta e Maria, composto da sette figure, un'opera che testimonia la straordinaria capacità di Begarelli di infondere vita e classicità alla materia argillosa. Chi volesse poi approfondire la sua produzione troverà altri capolavori sparsi in città: dalla Deposizione dalla croce in San Francesco, considerata il suo vertice assoluto, al Compianto sul Cristo morto in Sant'Agostino.
Il restauro che ha restituito la chiesa alla città
La visita guidata del 23 maggio arriva in un momento particolarmente significativo. Dopo anni di chiusura legati agli interventi post-sisma, la chiesa è stata ufficialmente riaperta al culto il 15 dicembre 2024, al termine di un cantiere impegnativo articolato in due stralci. Il primo, iniziato nell'ottobre 2017 e concluso nel settembre 2019, è costato circa 385.000 euro. Il secondo, avviato nel febbraio 2022 e completato nel settembre 2024, ha richiesto un investimento di 1,5 milioni di euro, finanziato dalla Regione Emilia-Romagna. I lavori sono stati affidati all'impresa di restauro Leonardo srl e diretti dall'architetta Elena Silvestre e dall'ingegnere Alessandro Lometti. Oggi la chiesa è curata dai Paolini, presenti dal 2001, che hanno dichiarato l'intenzione di farne un luogo di «animazione cultuale e culturale». La visita guidata del 23 maggio sembra rispondere esattamente a questa vocazione.
La sacrestia: il privilegio di chi prenota
Uno degli elementi più appetibili del tour è la possibilità di entrare nella sacrestia, uno spazio di pregevole fattura solitamente inaccessibile al pubblico. Non è un dettaglio da poco: in molti edifici storici le sacrestie custodiscono arredi, affreschi e oggetti liturgici di valore pari se non superiore a quelli esposti nelle navate principali. Qui si aggiunge un piccolo contributo di 2 euro raccolto direttamente dal personale che apre la chiesa, una cifra simbolica per un accesso che in condizioni normali semplicemente non esiste.
Come partecipare
L'appuntamento è fissato per sabato 23 maggio 2026, con punto d'incontro davanti alla chiesa in piazza San Domenico 6, Modena. La durata prevista è di circa un'ora e trenta minuti. Il costo è di 10 euro a persona per la visita guidata, più 2 euro di offerta per l'apertura della chiesa. La prenotazione è obbligatoria e può essere effettuata online su visitmodena.it oppure chiamando Modenatur al numero 059 22 00 22. Attenzione: in caso di cancellazione entro le 48 ore non è previsto rimborso, ma verrà rilasciato un buono per altre visite organizzate da Modenatur.