C'è qualcosa di potente nell'idea che ventisette ragazzi, cresciuti in un'epoca lontanissima dalla Seconda guerra mondiale e provenienti da contesti culturali e linguistici diversi, si siedano intorno alle biografie di settantasette uomini trucidati nel luglio del 1944 e decidano di restituire loro una voce. Succede a Carpi, sabato 23 maggio alle ore 10.30, quando il Museo Monumento al Deportato, nel cuore di Palazzo dei Pio, ospiterà 67 uomini. 67 storie, lo spettacolo conclusivo del laboratorio teatrale realizzato dagli studenti e dalle studentesse della classe 1^R dell'IIS Antonio Meucci.
Una strage, settantasette anni di silenzio, e una classe che rompe il silenzio
Il 12 luglio 1944, al poligono di tiro di Cibeno, frazione di Carpi, le SS fucilarono 67 prigionieri del Campo di Fossoli. Un massacro che la storiografia ha definito «l'atto più efferato commesso nell'Italia occupata dalle SS su persone internate in un campo di concentramento». Le vittime erano state selezionate con una lista dai comandi di Verona e Fossoli, portate al poligono con l'inganno, facendo credere loro di essere in viaggio verso campi di lavoro in Germania.
Ottantadue anni dopo, quei nomi tornano a risuonare attraverso le voci degli studenti del Meucci, che hanno lavorato a lungo intorno alle biografie delle vittime, trasformando frammenti di esistenza in racconto collettivo.
Il progetto: Fondazione Fossoli e Teatro dell'Argine insieme
L'iniziativa è promossa dalla Fondazione Fossoli in collaborazione con il Teatro dell'Argine, realtà teatrale attiva da anni su progetti artistici e sociali con le scuole. Il laboratorio ha condotto i ragazzi in un percorso che non si è limitato alla storia: ha chiesto loro di abitare quelle storie, di misurarsi con il peso della memoria e la responsabilità del ricordo. Il risultato è uno spettacolo in cui le parole delle vittime si intrecciano alle voci delle nuove generazioni, in un dialogo ideale tra passato e presente.
I ventisette studenti coinvolti, con background culturali e linguistici differenti, portano in scena una riflessione che attraversa il valore della dignità umana, della libertà e della pace, temi che il presente continua a rendere urgenti.
La data non è casuale: i funerali solenni di Milano, 24 maggio 1945
La scelta del 23 maggio come data di restituzione pubblica del progetto non è arbitraria. Il giorno successivo, il 24 maggio 1945, a Milano si svolsero i funerali solenni delle vittime della strage, cerimonia attorno alla quale si radunò una folla enorme nell'Italia appena liberata: un momento che rappresentò plasticamente l'unità popolare intorno ai valori della Resistenza. Ricordare quell'anniversario significa riconoscere non solo le vittime, ma anche chi scelse di non dimenticarle.
A chiudere lo spettacolo sarà un atto corale: il coro degli studenti del Meucci eseguirà una canzone di protesta, gesto che non guarda soltanto all'indietro, ma alza lo sguardo sull'oggi.
Ingresso libero, fino a esaurimento posti
L'evento si inserisce nel calendario delle iniziative culturali e commemorative della Fondazione Fossoli per tenere viva la conoscenza della storia del Campo e del Museo Monumento al Deportato, luoghi simbolo della memoria civile del territorio carpigiano. Il progetto gode del patrocinio del Comune di Carpi ed è sostenuto dalla Fondazione CR Carpi e dal Ministero della Cultura, Direzione generale Biblioteche e Istituti Culturali.
L'appuntamento è aperto a tutti, ingresso libero fino a esaurimento posti.