Gli studenti della Hack raccontano la memoria: il loro cortometraggio al Museo del Deportato e a Fossoli


Gli studenti della Hack raccontano la memoria: il loro cortometraggio al Museo del Deportato e a Fossoli

Si chiama "Finché qualcuno ricorda, nessuno muore davvero" il cortometraggio realizzato dagli studenti e dalle studentesse delle classi 3ª D, 3ª E e 3ª F della scuola secondaria di primo grado M. Hack di Carpi. Venerdì 8, sabato 9 e domenica 10 maggio sarà proiettato in due dei luoghi più carichi di storia del territorio: il Museo Monumento al Deportato di Carpi e il Campo di Fossoli, a pochi chilometri dalla città.

L'occasione è l'Anniversario della fine della Seconda guerra mondiale in Europa, e il titolo scelto dai ragazzi dice già tutto: la memoria come atto di resistenza, il ricordo come forma di sopravvivenza. Un tema tutt'altro che astratto, in quei luoghi.

Un anno di lavoro tra archivi e storia

Il cortometraggio non è nato in qualche pomeriggio libero. È il risultato concreto di un intero anno scolastico di didattica d'archivio, condotto dalle docenti Barbara Rosselli ed Elisa Morselli con il supporto scientifico e didattico della Fondazione Fossoli. Un percorso che ha portato le tre classi a immergersi nei documenti, nelle fotografie, nelle testimonianze legate alla deportazione, e a trasformare tutto questo materiale in un racconto visivo.

Il progetto rientra nell'iniziativa regionale "Quante storie nella storia 2026", la Settimana della didattica e dell'educazione al patrimonio in archivio promossa dalla Regione Emilia-Romagna, giunta quest'anno alla sua XXV edizione. Un programma che ogni anno coinvolge scuole e istituzioni culturali di tutta la regione per avvicinare i più giovani ai documenti storici e alla loro interpretazione.

Fossoli, un luogo che parla da solo

Proiettare questo lavoro al Campo di Fossoli non è una scelta casuale. Quel campo, situato nella frazione omonima a circa cinque chilometri da Carpi, fu tra il 1943 e il 1944 il principale punto di transito per la deportazione di ebrei e oppositori politici verso i lager tedeschi. Si stima che vi siano transitati circa 2.800 ebrei e 2.600 deportati politici. Il Museo Monumento al Deportato, nel cuore di Carpi, ne conserva e trasmette la memoria con una collezione unica nel suo genere.

Vedere un cortometraggio realizzato da ragazzi di terza media in quei luoghi, davanti a chi quella storia la conosce o la porta nel cuore, ha un peso diverso da qualsiasi proiezione scolastica. È la memoria che si rinnova, passando da una generazione all'altra, esattamente come suggerisce il titolo del film.

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