C'è chi festeggia i cinquant'anni con una crociera e chi, invece, con una conferenza universitaria aperta a tutti. Lucy, la celebre ominide vissuta 3,2 milioni di anni fa nella regione di Afar, in Etiopia, non poteva che scegliere la seconda opzione. E il luogo prescelto è Modena, con il suo Palazzo dei Musei, che mercoledì 6 maggio 2026 si trasforma per un pomeriggio nella casa ideale di uno scheletro che ha letteralmente riscritto la storia dell'umanità.
La donna più famosa della preistoria
Era il 24 novembre 1974 quando il paleoantroplogo americano Donald Johanson e il suo studente Tom Gray notarono un osso di gomito che spuntava dalla terra nel sito archeologico di Hadar, in Etiopia. Quello che sembrava un dettaglio si rivelò rapidamente una scoperta epocale: uno scheletro parziale femminile di Australopithecus afarensis, conservato per circa il 40%, con un'antichità mai vista fino a quel momento. Il nome? Lucy, ispirato alla canzone dei Beatles Lucy in the Sky with Diamonds che risuonava nel campo di spedizione quella notte di celebrazioni. In Etiopia la chiamano ancora oggi Dinqinesh, che in lingua amarica significa "sei meravigliosa". Un nome, va detto, assolutamente meritato.
La rilevanza scientifica di Lucy è difficile da sopravvalutare. Il suo scheletro fornì le prime prove concrete del bipedismo negli ominidi molto prima dello sviluppo di un cervello di dimensioni comparabili a quelle umane, scardinando così le teorie evoluzionistiche dell'epoca e aprendo un intero nuovo capitolo nella comprensione delle nostre origini. Da allora, ogni nuova scoperta nel campo della paleoantropologia viene in qualche modo misurata rispetto a lei.
Un dialogo tra scienza e pubblico
L'incontro, dal titolo evocativo "La fortuna di Lucy: 50 anni e non li dimostra...", è organizzato dal Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche e dal Dipartimento di Scienze della Vita di Unimore, in collaborazione con il Sistema dei Musei e Orto Botanico GEMMA, il Museo Mineralogico e Geologico Estense e il Museo Civico di Modena. Una rete istituzionale che testimonia quanto il tema sia sentito e trasversale.
Protagonista assoluto della conferenza sarà il prof. Jacopo Moggi Cecchi dell'Università di Firenze, paleoantroplogo di riconosciuta autorevolezza nel panorama nazionale, membro del Comitato Scientifico della Scuola di Paleoantropologia di Perugia e voce di riferimento sullo studio degli ominidi e dell'evoluzione umana. Dialogherà con i docenti di Unimore in un format pensato per essere accessibile tanto agli specialisti quanto ai curiosi senza laurea in tasca.
A sottolineare l'attualità del tema ci pensano direttamente i professori coinvolti. Annalisa Ferretti di Unimore ricorda che "Lucy continua a mantenere intatta la sua rilevanza scientifica e simbolica: un'icona capace di raccontare, con immediatezza ed efficacia, la profondità temporale della linea evolutiva umana". E il prof. Mauro Mandrioli, sempre di Unimore, aggiunge con precisione: "Lucy ci ricorda che l'evoluzione umana è un processo aperto, in cui progressi tecnologici e nuove scoperte contribuiscono continuamente a chiarire come siamo diventati ciò che siamo." Parole che, volendo, si prestano a più di una riflessione sul presente.
Perché vale la pena esserci
Viviamo in un'epoca in cui l'interesse per le origini dell'uomo è tornato prepotentemente al centro del dibattito culturale, alimentato da nuove scoperte genetiche, datazioni sempre più precise e strumenti di analisi che Lucy, ai tempi del suo ritrovamento, nemmeno si sarebbe potuta immaginare. Eppure, a più di mezzo secolo di distanza, questo scheletro ritrovato in un angolo dell'Africa orientale continua a essere il punto di riferimento imprescindibile per chiunque voglia capire da dove veniamo.
Il Palazzo dei Musei di Modena, edificio storico di straordinario valore che ospita tra le sue mura la Galleria Estense, la Biblioteca Estense Universitaria e il Museo Civico, si conferma ancora una volta luogo privilegiato per questo tipo di incontri, capace di unire la bellezza architettorica alla densità dei contenuti culturali.
Informazioni pratiche
L'appuntamento è per mercoledì 6 maggio 2026, alle ore 15.00, presso la Sala Conferenza del Palazzo dei Musei, in Largo Sant'Agostino 337, Modena. La partecipazione è libera e gratuita, aperta a tutti senza necessità di prenotazione. Un pomeriggio per chiedersi, con tutto il rigore e la curiosità del caso, da dove veniamo. E magari scoprire che la risposta ha un nome di canzone dei Beatles.