C'è una tradizione modenese che, anno dopo anno, si ostina a dimostrarci che il canto corale non è una faccenda polverosa da conservatorio, ma una forza viva, capace di far venire i brividi anche con I Will Survive. Si chiama «Regine di Cori», e il 16 maggio 2026 alle ore 21.00 torna per la sua IX edizione sul palco del Teatro dei Segni di Modena, con un programma che spazia dagli anni Sessanta ai giorni nostri e che, diciamocelo, metterebbe in difficoltà qualsiasi DJ set.
Una rassegna nata dal basso, cresciuta con le voci
Non è banale arrivare alla nona edizione di qualsiasi cosa, figuriamoci di una rassegna corale organizzata da un'associazione di volontariato. «Regine di Cori» nasce dall'intuizione del coro femminile Note di Donne di Modena, che almeno dal 2019 porta avanti questo appuntamento annuale in collaborazione con la Banca del Tempo di Modena, storica realtà di scambio solidale e mutuo aiuto del territorio. Una formula semplice e vincente: voci, pianoforte, basi musicali e un repertorio pop che chiunque, dai nonni ai nipoti, conosce a memoria.
L'evento gode del patrocinio di AERCO, l'Associazione Emiliano-Romagnola Cori, l'organismo che in regione rappresenta e promuove la cultura corale amatoriale, e del Comune di Modena in veste di City of Arts, riconoscimento che la città porta con una certa soddisfazione. Un tessuto istituzionale che dice molto sulla capacità di questo evento di radicarse nel territorio e di crescere nel tempo.
Tre cori, tre città, una sola serata
Sul palco del Teatro dei Segni, recentemente rinnovato, si alterneranno tre formazioni corali provenienti da tre città diverse. Il coro femminile Note di Donne di Modena, padrone di casa e anima organizzativa della rassegna, aprirà la strada. A seguire saliranno le voci del coro Voci Ignote da Trento e del collettivo Vocal Vibes da Bologna: tre realtà con stili e storie proprie, unite dalla passione per il repertorio pop corale.
Il programma è un viaggio musicale che attraversa decenni di hit planetarie. Si va da Sweet Dreams a I Will Survive, da Singin' in the Rain alle immortali ballate dei Queen, con una puntata nostalgica verso il Quartetto Cetra e naturalmente gli immancabili ABBA. Tutto questo non con le registrazioni originali, ma reinterpretato in chiave corale, con il supporto di basi musicali e dal vivo del pianoforte: un'esperienza acustica che trasforma brani noti in qualcosa di sorprendentemente nuovo.
Un giudizio pragmatico: perché vale la pena esserci
Nove edizioni consecutive non si costruiscono per caso. La rassegna «Regine di Cori» ha saputo trovare una formula che funziona: repertorio accessibile ma non banale, formazioni ospiti sempre diverse, una rete di sostegno istituzionale solida e un format che non chiede al pubblico nessun biglietto fisso. L'ingresso a offerta libera abbassa ogni barriera e trasforma la serata in un atto di partecipazione culturale genuina, non in un consumo. Per chi viene da Carpi o dal territorio modenese più largo, è una di quelle occasioni in cui vale la pena mettersi in macchina: il Teatro dei Segni, nel suo nuovo assetto, merita di essere scoperto, e una serata con i Queen e gli ABBA cantati a più voci è difficile da rimpiangere.
Un unico consiglio pratico, ribadito dagli stessi organizzatori: arrivare per tempo. Gli eventi a ingresso libero riempiono le sale più in fretta di quanto si pensi, e le ultime file non rendono giustizia alle voci che si sprigionano da quel palco.
Informazioni pratiche
Evento: Regine di Cori, IX edizione
Data: Sabato 16 maggio 2026
Orario: ore 21.00
Luogo: Teatro dei Segni, Modena
Ingresso: a offerta libera
Organizzatori: Coro Note di Donne e Banca del Tempo di Modena
Patrocinio: AERCO e Comune di Modena City of Arts
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